L’inconnue de la Seine

Siamo in un anno imprecisato tra il 1890 e il 1895. Il corpo di una giovane donna annegata riposa tra pezzi di ghiaccio all’obitorio vicino a Notre-Dame. Bisogna identificarla, così i funzionari decidono di tenerla esposta. E’ bella e, diversamente da tutti gli annegati, sorride come Monna Lisa. Folle si accalcano per rimirarla, ma i giorni passano e la sconosciuta rimane tale. Qualcuno ha l’idea di difenderla dagli artigli del tempo con un calco che possa moltiplicare quel sorriso e spargerlo per l’Europa. Il volto enigmatico della bella sconosciuta attraversa gli anni e i paesi, diventando familiare per tanti francesi e tedeschi che ne ospitano in casa riproduzioni più o meno fedeli.

A questo punto numerosi scrittori e poeti cominciano ad essere attratti da quel volto e le dedicano libri (L’adoratore dell’immagine di Richard Le Gallienne), poesie (Quaderni di Malte Laurids Brigge di Rainer Maria Rilke), opere teatrali, romanzi, film. Ma chi era la Sconosciuta della Senna? Ci fu qualche esercizio di deduzione: “… I suoi capelli sono quelli di una contadina, una commessa o una vagabonda. Il suo è uno di quei visi che si vedono alla cassa in un negozio male illuminato o tra le bancarelle di una piccola città…”.

Quindi una leggenda? Può darsi. Ma, a volte, le leggende possono trasformarsi in sorprendenti e utilissime realtà.

Nel 1958 Peter Safar, americano, pubblica sul giornale dell’Associazione Medica Americana una innovativa tecnica di soccorso per vittime di arresto cardiaco che unisce respirazione bocca a bocca e compressione toracica. E’ la nascita della rianimazione manuale in attesa dell’arrivo di un defibrillatore. Però c’è bisogno di un manichino, il più realistico possibile, che aiuti i potenziali soccorritori per impratichirsi. Così Safar contatta Asmund Laerdal, norvegese, produttore di giocattoli e bambole in vinile, tra cui la popolarissima Anne. Egli ricorda la storia della Sconosciuta e dona le sue fattezze al manichino, che battezza Resusci-Anne.

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