Assenzio

Continua il mio viaggio nel periodo Liberty ed oggi vorrei chiarirmi le idee (anche per smitizzare) su una bevanda circondata da un aurea di mistero: l’Assenzio.

Dopo aver affascinato artisti, scrittori, intellettuali e schiere di consumatori e dopo esser stato proibito per i suoi effetti e per la guerra che gli fecero i potenti produttori di alcol, l’assenzio vive una nuova vita.

L’absinthe prende il nome dall’artemisia absinthum, termine scientifico della pianta dell’assenzio maggiore. Dal sapore molto amaro, già ai tempi dell’antica Grecia veniva usato per curare i problemi digestivi in infuso o in macerazione nel vino.

Detto anche erba santa per le sue proprietà medicamentose, cresce in pianura e bassa montagna, nelle zone del centro e del sud Europa, anche in luoghi incolti. La nascita dell’absinthe moderno sembra risalga al 1792, quando Pierre Ordinaire, un medico francese esiliato in Svizzera, rielaborò un elisir composto da varie erbe in soluzione alcolica, chiamato “fee verte”, e che si supponeva curasse un po’ tutti i mali.

Dopo una serie di coincidenze la ricetta venne acquistata dal maggiore Dubied, suocero del gentiluomo di Couvet Henri Louis Pernod. Per realizzare la bevanda venne aperta una prima distilleria, e vista la sempre crescente richiesta i Pernod fondarono nel 1805 la Pernod fils, azienda con numerose distillerie.
Successivamente, la fortuna dell’absinthe subì un’ulteriore accellerazione in occasione della guerra d’Algeria, dove la bevanda fu utilizza dai soldati francesi per curare la dissenteria.
Allungato con l’acqua l’absinthe divenne in breve il protagonista dei locali del Nord Africa dove le truppe passavano il loro tempo libero. Terminata la guerra, al ritorno in patria, i soldati francesi iniziarono a richiedere l’absinthe nei locali pubblici, contribuendo così a farlo apprezzare come tonico, aperitivo e digestivo.
Nel1870, a causa di un parassita che decimò gran parte dei vitigni, il vino divenne molto raro e i francesi per sostituirlo iniziarono a consumare massicciamente l’absinthe, facendolo così diventare “bevanda nazionale”.

A causa della crisi del vino cominciò in quel periodo anche una netta divisione tra i grandi trasformatori di absinthe, che continuarono a fare una bevanda di qualità superiore a base d’alcool di vino, e altri produttori che utilizzarono alcol di pessima qualità o realizzarono veri e propri surrogati con oli essenziali, coloranti e additivi chimici.
Queste gravi mistificazioni, legate ad una campagna diffamatoria promossa dai produttori di vino contro l’assenzio, colpevole secondo i loro studi scientifici di causare gravi danni alla salute, portarono la bevanda ad acquisire una valenza negativa presso i consumatori.
L’episodio che scatenò la messa al bando dell’absinthe arrivò nel 1905, quando Lanfray assassinò la famiglia dopo aver bevuto due bicchieri di absinthe e molto altro…
Da allora le poche distillerie rimaste aperte in Francia cominciarono ad offrire in sostituzione dell’ assenzio diversi distillati d’anice e soprattutto pastis.
Dopo l’oblio di decenni e le  imitazioni immesse nel mercato, oggi sono in vendita circa una sessantina d’absinthe autentici prodotti secondo la ricetta svizzera dell’800.

Da www.assenzioitalia.it

L’assenzio fu l’ispirazione del modo di vivere bohemiènne ed era la bevanda preferita di artisti famosi come ad esempio Vincent Van Gogh, Toulouse Lautrec, Baudelaire, Rimbaud ed Ernest Hemingway, che dichiarò di amare l’assenzio per i suoi effetti di far cambiare le idee. Essendo una bevanda che è sempre stata rinomata per la sua potenza, i gentiluomini di cattiva reputazione al Moulin Rouge erano famosi per servirsi dell’assenzio per convincere le signore a condividere le loro idee.

Oscar Wilde, riferendosi ai bicchieri bevuti con acqua e zucchero (non a quello non diluito che ha un sapore amarissimo), scriveva:

Un bicchiere d’assenzio, non c’è niente di più poetico al mondo. Che differenza c’è tra un bicchiere di assenzio e un tramonto? Il primo stadio è quello del bevitore normale, il secondo quello in cui cominciate a vedere cose mostruose e crudeli ma, se perseverate, arriverete al terzo livello, quello in cui vedete le cose che volete, cose strane e meravigliose“.

Azione farmacologica dell’assenzio

L’assenzio, è un liquore con delle proprietà particolari, dal momento che l’erba utilizzata è una sostanza psicoattiva. L’Assenzio è presente nell’allegato (Legge del 6 gennaio 1931, n°99) delle piante officinali non vendibili in erboristeria.
La dose varia da soggetto a soggetto, ma non si devono superare l’equivalente di due bicchierini colmi di wisky che diluiti (come nel rituale classico) diventano una quantità notevole. Occorre tenere a mente che si può avere intossicazione da assenzio, e quindi si deve evitare di abusarne, anche perché un solo bicchierino dovrebbe essere sufficiente a produrre gli effetti attesi.

I princìpi attivi dell’assenzio sono: il tujone ed il glucoside amaro (che hanno proprietà alteranti bipolari del sistema nervoso centrale, leggermente psicotrope, con effetto permissivo sulle catecolamine, midriasi, aumento del battito cardiaco, euforia, proprietà afrodisiache), il guaranolide dimerico, ed alcuni narcotici analgesici quali la codeina e l’idrobromuro desotrome.

Il tujone [(contenuto anche nella salvia) che è molto simile alla sostanza chimica attiva nella canapa indiana],agisce sul sistema nervoso centrale contrastando l’azione dell’acido gamma-aminobutirrico o GABA, un inibitore dell’attività elettrica neuronale. Le cellule nervose, non più protette dal GABA, subirebbero il bombardamento di una moltitudine caotica di impulsi e ciò determinerebbe uno stato di euforia, accompagnato da apparente lucidità, ma anche da allucinazioni, convulsioni e delirio.

Effetti negativi:

disturbi gastrointestinali, gastroenterite, nervosismo, problemi muscolari, convulsioni, stordimento, morte, defecamento involontario, respirazione anormale, schiuma alla bocca, urina rossa, congestione renale, allucinazioni visive ed uditive. L’effetto tossico è certo nell’assunzione cronica a lungo termine, o nell’abuso sopra una soglia di 60 gtt al giorno.

Effetti “positivi“: svariate doti curative (per lo più vantate), poi: afrodisiaco, stimola la creatività, allucinogeno, psicoattivo, vermifugo.

http://www.nonapritequelportale.com/?q=verita-assenzio-ricetta-originale-absinthe

Io sconsiglio vivamente l’uso di Assenzio.

Una volta procurati danni al sistema nervoso non si torna piu’ indietro.

 

 

Dulcis in fundo dal film “Dracula” di F.F.Coppola :

Canzoni dedicate:

L’Assenzio – Bluvertigo                                                                                                                        

Nell’Assenzio – Luca Dirisio

Ciao.

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