La Camera dello Scirocco

In questi giorni afosi mi immagino come dovesse essere piacevole per quei benestanti e nobili siciliani di qualche decennio fà che ne possedevano una , rifugiarsi nella stanza rinfrescata della loro villa,

la stanza dello Scirocco appunto, di cui sono venuta a conoscenza dopo l’uscita dell’omonimo film di Maurizio Sciarra del 1998.

E mi immagino il movimento dei ventagli delle signore e le chiacchiere pigre, in attesa del tramonto.

Ma andiamo in ordine parlando de:

I Quanat

I Quanat sono una serie di gallerie sotterranee che attraverso un ingegnosissimo sistema inventato in Cina migliaia di anni orsono, portano l’acqua in superficie.

Per poterli costruire, è necessaria una sola cosa: una falda acquifera, cioè una sorgente d’acqua sotterranea.

La particolarità sta nel fatto che questo sistema è sotterraneo e sfrutta una sorgente sotterranea (falda acquifera) esattamente come i primi acquedotti romani sfruttavano una sorgente a cielo aperto e trasportavano essenzialmente l’acqua in superficie.

I Quanat erano fatti dai muqanni, che ereditavano di padre in figlio questo mestiere.

A Palermo, il sistema di Quanat, ideato dagli arabi nel IX secolo era qualcosa di spettacolare, una delle meraviglie del mondo come la stessa capitale siciliana tutta.

Palermo, difatti, è stata una della città più importanti nei commerci e nella cultura, ed era conosciuta in tutto il mondo arabo.

Si dice avesse più di 300 moschee.

Dai diari dello scrittore e viaggiatore Ibn Hawqal apprendiamo che già nel X secolo, in pieno periodo fatimita “la popolazione si disseta con l’acqua di pozzi posti all’interno delle loro case”.

I Qanat o ‘ngruttati’ sono, ripetiamo, delle strette gallerie sotterranee scavate dai muqanni , “maestri d’acqua”, con delle semplici zappe perché soprattutto il sottosuolo della piana di Palermo e costituito in massima parte da calcarenite, una roccia molto friabile e facile da lavorare; questi cunicoli intercettavano la falda acquifera e tramite la gravità e una leggera pendenza trasportavano l’acqua in superficie

Lungo lo sviluppo del Qanat si aprivano dei pozzi verticali che comunicavano con la superficie.

Tali pozzi consentivano l’approvvigionamento idrico per gli edifici, pubblici e privati, l’irrigazione dei campi …

Individuata la falda, e stabilito il tracciato del qanat, si iniziava lo scavo procedendo da valle verso monte per evitare il deflusso delle acque.

La corretta direzione di scavo veniva assicurata in maniera molto semplice, utilizzando tre lampade poste lungo il letto del canale che servivano sia ad illuminare l’ambiente sia a mantenere l’allineamento desiderato fino al completamento della galleria.

L’esistenza di queste condotte sotterranee spiega, nonostante la natura arida del territorio, il fiorire, nella Palermo araba e normanna, di fontane, peschiere, bagni pubblici, canali d’acqua e giardini lussureggianti.

Allo sviluppo dei Qanat si associa la costruzione di altri ambienti ipogei come camere dello scirocco, bagni ebraici “miqweh”, sotterranei di riunione …

Sicuramente tra tutti gli ambienti ipogei associati o derivati dalla costruzione dei Qanat i più affascinanti sono “le camere dello Scirocco”, singolari ipogei che destano molta curiosità e sono esempi di architettura del raffreddamento passivo.

Erano vere e proprie stanze con aria condizionata all’antica.

 

Le camere dello scirocco costituirono spesso e in varie forme il corredo architettonico delle ville e casene di caccia durante la cosiddetta “grande villeggiatura” che raggiunse la massima diffusione nel XVIII secolo, un periodo fiorente per l’economia di Palermo.

Si tratta di spaziosi ambienti, decorati e piastrellati finemente, intagliati ad arte nella roccia calcarenitica e attraversati e resi freschi dai qanat medievali.

Alcune presentano una vera e propria “torre del vento”, di forma tronco-conica che racchiude alla base una camera con sedili, simile per funzionamento termodinamico alle badgir iraniane di Yazd (la città delle torri del vento) che veicolano la circolazione dell’aria fresca all’interno dei palazzi, espellendo quella calda.

I Qanat visitabili a Palermo sono oggi solo tre: Il Gesuitico basso (o della Vignicella), il Gesuitico alto e quello dell’Uscibene con la sua magnifica Camera dello Scirocco.

Associazione Il CoNsole 

La camera di villa Savagnone,  ad Altarello di Baida, è una delle più caratteristiche. Vi si accede mediante una scalinata realizzata in calcare di Billiemi, intagliata ad arte nella roccia calcarenitica. Sulla parete opposta alla scala d’accesso vi è una cascata, che un tempo era alimentata dalle acque provenienti dal vicino gruppo sorgentizio del Gabriele e si getta nella sottostante pozza la cui acqua proviene da una sorgente posta all’interno del Quanat medievale dell’Uscibene. Tale cascata, oltre a contribuire all’effetto scenografico dell’ambiente, consentiva di diminuire ulteriormente la temperatura della camera. Nel 1715, il fondo viene acquisito dai baroni Micciulla, che terranno il feudo fino al 1920, ricavando dall’originale cava di roccia calacarenitica la Camera dello Scirocco. Purtroppo i baroni sono costretti a cedere il fondo, che sparisce misteriosamente insieme ai suoi proprietari. Durante gli anni ’60 e per tutto il perdurare del sacco edilizio di Palermo, fondo Micciulla diventa proprietà del boss Filippo Piraino. Oggi, dopo il sequestro, operato il 17 giugno 1980 ad opera del giudice Falcone, rientra nei beni confiscati alla mafia, ed è stato affidato all’A.G.E.S.C.I. Vale la visita.  

Mimmo Valenti 

Libri sull’argomento:

 

 http://www.ilportaledelsud.org/qanat.htm

Purtroppo, sono riuscita a trovare solo queste poche foto.

Ciao.

3 thoughts on “La Camera dello Scirocco

  1. 1129design scrive:

    mi piace il nuovo layout del tuo blog! e adesso sono curiosa di vedere il film e ammirata da chi aveva già capito tutto migliaia di anni prima di noi tanto evoluti… come stai cara angela? un bacione e tanti miao (i pelosetti sono ormai scatenati e ne fanno di tutti i colori… ma nonostante mangino come lupetti le pappe ancora cercano la mamma)

  2. angelafortibet scrive:

    Grazie cara amica.
    Ho idea che sia piuttosto difficile poter vedere il film.
    Vedo crescere i tuoi pelosetti, fortunatissimi, dalle foto.
    I tuoi piccolini cercherebbero sempre la mamma, (se dovessero continuare a vivere sempre assieme) anche solo per una leccatina e un po’ di coccole.
    Un abbraccio di cuore

  3. Michael scrive:

    Hi there, after reading this awesome paragraph i am as well
    cheerful to share my experience here with friends.

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