Giacomo Puccini, il suo teatro, la sua voce ( 1858 – 1924 )

 

Giacomo Puccini nacque a Lucca e visse a Milano fino al 1891, anno in cui si trasferi’ a Torre del Lago.

Un profondo amore durato trent’anni quello che legò Giacomo Puccini al ridente borgo di Torre del Lago, che da tempo ha cambiato, con orgoglio di tutti i suoi abitanti, il suo nome in Torre del Lago Puccini.
Quando il grande compositore vi giunse, a fine Ottocento, fu per trovare un luogo pittoresco e quieto dove far sgorgare il suo genio creativo.
Il Lago e il piccolo villaggio le cui case si specchiavano nelle acque grigio azzurre del Massaciuccoli a meno di due kilometri dalle sabbiose spiagge della Versilia, gli piacquero subito e l’accoglienza dei torrelaghesi fu entusiastica. Il giovane compositore trovò al suo arrivo persino un comitato d’accoglienza nella piccola stazione ferroviaria e i numerosi artisti, per lo più pittori, con i quali fondò poi il Club della Bohème, gli si strinsero intorno felici di annoverare tra loro un già famoso personaggio.
Erano questi anni di uno straordinario fervore artistico che coinvolgeva un po’ tutta la regione: Firenze, Livorno, ma anche Lucca – dove Puccini era nato – erano in contatto con Parigi e le capitali europee; le idee e le persone circolavano vorticosamente, pittori e musicisti si incontravano nelle case e nei caffè. Ma poi, per ritornare alle radici della propria ispirazione, la luce, i suoni più puri, andavano là dove la natura offriva ancora sensazioni forti.

“Spiagge assolate, fresche pinete, il lago sempre calmo, ovvero l’Eden”: Puccini aveva due grandi passioni, la musica e la caccia e per lui il Lago di Massaciuccoli rappresentò il luogo ideale dove coltivarle entrambe. Vi arrivò nel 1891, trentatreenne, e decise di stabilirvisi prendendo delle stanze in affitto. Poi arrivarono i successi di Manon Lescaut (1893) e della Bohème (1896) e con questi i denari per comprare la casa della sua vita, un’antica torre di guardia (all’origine del nome di Torre del Lago) che fece completamente ristrutturare. Interrò anche una parte della riva del lago, con il permesso del marchese Ginori che ne era il proprietario, per realizzare il giardino e la strada davanti a casa; uscendo si trovava l’imbarcadero, da cui partiva per le battute di caccia, specialmente alle folaghe e ai beccaccini.
La casa, visitabile, ancora parla di queste cose: i pianoforti per comporre la musica, i ricordi delle grandi rappresentazioni e i premi dei trionfi internazionali, i quadri dell’amico pittore Ferruccio Pagni, che frequentava il musicista insieme ad altri artisti come Plinio Nomellini e i fratelli Tommasi.

Puccini rimase a Torre del Lago per trent’anni e vi compose tutte le sue opere maggiori, tra cui la Tosca (1900), Madama Butterfly (1904), La Fanciulla del West (1910), La Rondine (1917) e Il Trittico (1918). Nel 1921 si trasferì nella nuova villa che si era fatto costruire a Viareggio, dove però rimase solo tre anni, fino alla morte nel 1924. Per volere del figlio, il musicista è sepolto in una cappella costruita nella vecchia casa sul lago.

Il suo teatro 

Bisogna risalire al lontano 1921 per comprendere l’alto valore simbolico che assume il progetto del Parco Culturale della Musica di Giacomo Puccini a Torre del Lago, alla luce proprio della speciale valenza che questi luoghi ebbero nella vicenda umana e artistica del Maestro Puccini
In quell’anno, infatti, Puccini fu costretto, dopo un idillio durato per ben trent’anni, ad abbandonare il suo Eden di Torre del Lago. In quello che il Maestro definiva paradiso erano da poco iniziate le rumorose e maleodoranti lavorazioni di estrazione della torba e Puccini si trasferì a Viareggio in una villa a due passi dal mare.
Dopo oltre 80 anni, grazie ad un ambizioso progetto è stata avviata la realizzazione di quello che è destinato a diventare uno dei più importanti centri di produzione culturale.
La creazione del Parco della Musica di Giacomo Puccini di Torre del Lago e la realizzazione del nuovo Gran Teatro all’Aperto rappresentano infatti, senza dubbio, uno degli interventi più significativi nell’ambito della politica culturale in Toscana degli ultimi decenni. Uno straordinario esempio innovativo di recupero di aree ed impianti di archeologia industriale trasformati in luoghi legati alla musica, allo spettacolo dal vivo, all’arte contemporanea per la salvaguardia e la valorizzazione dei luoghi di ispirazione di uno dei più grandi musicisti della storia della musica.

IL NUOVO GRAN TEATRO ALL’APERTO NEL PARCO DELLA MUSICA DI GIACOMO PUCCINI DI TORRE DEL LAGO.

Un anfiteatro moderno dove si uniscono tradizione, ambiente naturale e innovazione tecnologica; Un’ arena en plein air da 3370 posti e un auditorium da 495 posti consentono di ampliare l’offerta culturale del Festival Puccini e delle altre manifestazioni intitolate al compositore italiano più rappresentato al mondo.
Un Teatro dell’Arte per Giacomo Puccini nei luoghi della sua ispirazione.

http://www.puccinifestival.it/

La sua voce

http://www.puccinifestival.it/website/ita/livello1.asp?area=4&ID1=17

 

 

Ciao.

One thought on “Giacomo Puccini, il suo teatro, la sua voce ( 1858 – 1924 )

  1. 1129design scrive:

    stupendo il teatro sul lago! se però vuoi stare sul classico puoi sempre venire a sentire le sue opere all’arena di verona :))) un bacione e buonissimo fine settimana cara ps: appena andata la prima cucciola…

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