Rebiya Kadeer e il suo popolo, l’etnia Uiguri

È una donna minuta, ma il suo sguardo dapprima, e poi la sua voce non lasciano dubbi: Rebiya Kadeer è una donna d’acciaio. “Non c’è ostacolo che non si possa superare, non c’è traguardo che non si possa raggiungere”. Con queste parole il padre terminava il racconto della  sua fiaba preferita prima della buona notte. E Rebiya Kadeer quelle parole le ha fatte sue. Del tutto. Di umili origini ha fatto prima la lavandaia, poi la venditrice di abiti ed è quindi diventata imprenditrice e miliardaria. Era diventata una regina, come lei stessa dice. Poi ha perso tutto. Oggi è la più nota dissidente della Cina. Si batte per la libertà del suo popolo, gli uiguri che vivono nel Turkestan orientale, dal 1955 formalmente provincia cinese dello Xinjiang. Una regione che equivale a circa cinque volte e mezzo l’Italia e che nei decenni ha conosciuto ripetutamente il giogo delle potenze straniere non solo per la sua eccezionale importanza strategica ma anche perché il suo territorio custodisce sterminate ricchezze: petrolio, oro, uranio, ferro oltre al più grande giacimento di carbone del mondo. Rebiya Kadeer lotta perché la sua gente non perda la propria identità, perché vengano riconosciuti i diritti umani e finisca la repressione ai danni degli uiguri. Ha dato vita a scuole dove i bambini potessero imparare la lingua iugura, ha aiutato le donne, le mamme e gli orfani. Alla fine degli anni novanta è stata messa in prigione ed è stata liberata dopo cinque anni di dura detenzione grazie ad un accordo con gli Stati Uniti. Rebiya Kadeer è ora venuta in Italia per presentare la sua storia raccontata in ‘La guerriera gentile. Una donna in lotta contro il regime cinese’ “

Non conoscevo l’esistenza di questa etnia 

( a volte rimango perplessa nel constatare quante cose ancora non conosco a quasi 50 anni !) 

fin quando non ho letto un invito a partecipare

a marciare insieme per il Tibet

nella marcia internazionale di Roma del 22 ottobre.

Allora mi sono documentata.

Le prime citazioni storiche degne di rilievo per il popolo Uiguro possono ricondursi all’anno 774 D.C. e cioè nel momento del crollo dell’impero dei Turchi Celesti dopo circa due secoli dalle sue origini mongole. Un crollo causato da alcune tribù ribelli tra le quali, appunto, la tribù degli Uiguri. Fin da quel primo momento il capo degli Uiguri chiede l’approvazione dell’Imperatore cinese al quale viene inviata in dono la testa dell’ultimo qagan turco. Dopo di ciò il capo degli Uiguri diventa egli stesso un qagan, il nuovo re di un nuovo regno che di fatto si sostituisce a quello dei Turchi Celesti e che si estende dal Fiume Giallo al fiiume Yli.

Gli Uiguri dominano la mongolia fino all’anno 840 quando i Kirghisi cominciano ad esercitare una forte pressione militare da Nord verso Sud, Gli Uiguri allora sono costretti a migrare verso sud nel Gansù e nella valle del Tarim. Il Gansù  viene poi conquistato dalla tribù tibetana dei Tanguti. Gli Uiguri si trovano così ancora di più spinti verso il bacino del  Tarim. Da questa migrazione ha inizio la storia degli Uiguri in quella terra che, dopo molte vicissitudini sarà poi chiamata dai Cinesi Xinjiang, Vengono fissate due capitali: Qocio (Kuča) nei pressi dell’oasi di Turfan e Beshbalïq, a nord dei monti T’ien Shan, presso l’attuale Ürümqi.

Approfondisci su :

http://viaggidellacoscienza.wordpress.com/2009/09/16/xinjiang/

Gli Uiguri (turco: Uygur)

sono un’etnia turcofona e minoranza islamica che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang, insieme ai cinesi Han; gli uiguri costituiscono la maggioranza relativa della popolazione della regione (46%). Un altro gruppo di uiguri vive nella contea di Taoyuan della provincia di Hunan (Cina centro-meridionale). Gli uiguri formano uno dei 56 gruppi etnici ufficialmente riconosciuti in Cina.

L’attività indipendentista uigura ebbe origine nella prima metà del 1900 e si proponeva come alternativa all’egemonia dei signori della guerra dello Xinjiang. Durante la guerra civile cinese, si tentò per due volte di istituire uno stato indipendente: dapprima nel 1934, con la creazione della Prima Repubblica del Turkestan orientale, poi con la Seconda Repubblica del Turkestan, istituita dieci anni dopo. La Seconda Repubblica venne tuttavia annessa alla Repubblica Popolare Cinese nel 1949.

Bandiera del “Movimento Indipendentista del Turkestan orientale” ; l’uso di tale bandiera è proibito dalle autorità cinesi

Attualmente a livello nazionale la lotta politica per l’indipendenza uiguri è supportata sia dai gruppi panturchi, tra cui il Partito del Turkestan Orientale, sia da altri movimenti estremisti mussulmani, quali il Movimento islamico del Turkestan orientale e l’Organizzazione di liberazione del Turkestan orientale; quest’ultimi, sono attualmente presenti nella black list statunitense dei gruppi terroristi internazionali e sono responsabili di attacchi alla popolazione Han, all’esercito cinese e alle strutture governative presenti nello Xinjiang. Dal 2001, la lotta su scala mondiale al terrorismo islamico ha coinvolto anche alcuni dei gruppi politici d’ispirazione islamica più vicini agli uiguri; a seguito di ciò, si è intensificata la repressione da parte cinese dei movimenti indipendentisti. Molti uiguri in esilio denunciano la sistematica violazione dei diritti umani da parte delle autorità cinesi che reprimono ogni forma di espressione culturale del popolo uiguro.

In opposizione all’indipendentismo uiguro, il governo cinese ha rafforzato gli incentivi per l’inserimento di gruppi cinesi d’etnia Han nella regione, continuando una pratica già intrapresa dalla Cina fra il 1960 ed il 1970. Stando a quanto dichiarato da alcune ONG, le autorità cinesi sono responsabili della repressione delle tradizioni culturali uigure e di violazione dei diritti umani nei confronti degli appartenenti a quest’etnia.

A seguito della morte di due uiguri in uno scontro fra han ed uiguri verificatosi il 26 giugno 2009 a Shaoguan, una manifestazione uiguri presso Ürümqi, nello Stato dello Xinjiang, organizzata in onore delle due vittime di Shaoguan è degenerata in una serie di scontri etnici; gli scontri hanno coinvolto sia le due etnie, sia gli uiguri stessi e la polizia cinese, per un bilancio finale di 184 morti, di cui 137 di etnia Han e 46 uiguri,  oltre che l’arresto di 1.434 persone  – delle quali 200 sono sotto processo e rischiano la pena di morte. Si sono verificate ripercussioni anche a livello internazionale: parallelamente agli scontri nello Xinjiang, proteste si sono verificate in Olanda e Germania presso le sedi diplomatiche cinesi.Il perpetrarsi della protesta ha costretto al rientro anticipato il presidente cinese Hu Jintao in patria dal G8 italiano del luglio 2009.

Fra i responsabili degli scontri etnici, il governo cinese ha indicato Rebiya Kadeer, imprenditrice ed attivista uiguri esule negli Stati Uniti, la quale ha tuttavia negato ogni responsabilità circa quanto accaduto.

In Italia, le misure prese dalle autorità cinesi, viste dalla senatrice Emma Bonino e dal senatoreMarco Perduca come particolarmente violente da poter essere definite come una vera repressione, ne hanno suscitato le proteste.

http://it.wikipedia.org/wiki/Uiguri

(Rangoon, 21 gennaio 1947) è una politica cinese naturalizzata statunitense, attiva nella difesa dei diritti umani e della comunità uigura della regione nord-occidentale del Xinjiang della Repubblica Popolare Cinese.

Nel 1999 è stata processata ed imprigionata dalle autorità cinesi con l’accusa di aver rivelato segreti di Stato, per aver inviato ritagli di giornale al marito Sidik Rouzi, espatriato negli Stati Uniti e attivista contro la politica cinese verso gli Uiguri. Kadeer fu fermata nell’agosto 1999 poco prima di incontrare una delegazione statunitense incaricata di investigare sulla situazione nel Xinjiang e accusata di essere in possesso di una lista di 10 persone sospettate d essere coinvolte in attività separatiste. Nel 2004 la sua condanna è stata ridotta di un anno per buona condotta.

Il 14 marzo 2005 Kadeer fu rilasciata, ufficialmente per motivi di salute, e affidata alla custodia USA. Gli USA avevano fatto pressioni per il suo rilascio, che avvenne in vista della visita del Segretario di Stato Condoleezza Rice nella regione. Il 17 marzo, Kadeer volò negli USA e si riunì alla sua famiglia in Washington D.C. In risposta al rilascio della Kadeer, gli USA accettarono di lasciar cadere una risoluzione contro la Cina presso la Commissione per i Diritti Umani dell’ONU.

Nata povera, il successo di Kadeer come donna d’affari le guadagnò un posto della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne dell’ONU svoltasi in Pechino nel 1995. Divenne membro della Consulta Politica della Repubblica Popolare Cinese, ma fu esclusa della rielezione nel 1998 per non aver condannato le affermazioni del marito esule negli USA.

Nel 2004 vinse il Premio Rafto per i diritti umani, e nel 2006 è stata proposta dalla parlamentare svedese Annelie Enochson per il Premio Nobel per la pace. Il governo cinese condannò la proposta .

Kadeer è stata eletta presidente del Congresso Mondiale Uiguro dalla II Assemblea generale tenutasi il24 novembre 2006 a monaco in Germania. Sempre in Germania è stata pubblicata nel 2007 una biografia della Kadeer, “Die Himmelsstürmerin” (The Great Idealist), scritta da Alexandra Cavelius in tedesco.

Il 5 giugno 2007 durante una conferenza sulla democrazia e sicurezza tenutasi a Praga Rebiya Kadeer ha incontrato in forma privata il presidente degli USA George W. Bush. Il 17 settembre 2007,  il Congresso USA ha votato una risoluzione che chiede al governo cinese di rilasciare i figli di Rebiya Kadeer e il cittadino canadese Huseyin Celil e di modificare la sua politica repressiva contro il popolo Uiguro.

http://it.wikipedia.org/wiki/Rebiya_Kadeer

La storia di Rebiya Kadeer,
eroina del popolo Uiguro e madre di 11 figli.

Leggi l’intervista .

 http://www.crescibimbo.it/rubriche.asp?codiceprog=0000000214&categoria=sm

 

Attualmente:

 

Così la Cina reprime gli uiguri

di Massimo Introvigne

20-07-2011

 
Venti morti a Hotan, nello Xinjang, è il bilancio di quello che le autorità di Pechino chiamano “attacco terroristico organizzato” e il Congresso Mondiale degli Uiguri, un’organizzazione di esuli con sede in Germania, parla di “repressione” della polizia che avrebbe sparato su una folla di pacifici manifestanti. La notizia – oscurata in Cina, dove come di consueto il regime ha bloccato l’accesso ai siti Internet internazionali e perfino le ricerche su Google con le parole “Hotan” o “disordini nello Xinjang” – ha richiamato ancora una volta l’attenzione della stampa internazionale sulla questione dello Xinjang, una parola un tempo trascritta in Occidente nella forma “Sinkiang” e il cui stesso uso è oggi contestato.

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-cos-la-cinareprime-gli-uiguri-2517.htm

CINA: 4 CONDANNE A MORTE PER PROTESTE NELLO XINJIANG – 15 settembre

http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201109150819-ipp-rt10006-cina_4_condanne_a_morte_per_proteste_nello_xinjiang

 

Il libro:

 
 Edizioni Corbaccio

 

 

Ciao.

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