Signori si scende….. Il tunnel borbonico di Napoli (meraviglie di Napoli 1)

 

Riaperto al pubblico il 23 ottobre 2010, è uno splendido percorso sotterraneo che attraversa Monte Echia.

 

Sotto l’asfalto, il traffico, il vociare, sotto la città che appare c’è una Napoli dove i tempi della storia si sono intrecciati e passato e presente si sono irrimediabilmente fusi. E così le latrine dei rifugi antiaerei della II guerra mondiale sono scavate in un tunnel borbonico, che scavalca una coppia di cisterne seicentesche, che si innestano su un tratto dell’ acquedotto romano. Passati liquefatti in un’unica dimensione temporale, in cui un vecchio taxi (una 1100 A) è parcheggiato accanto a una Bianchina verde su cui si legge ancora la scritta “Botteghe dei mille, parco commerciale cittadino”, e una Topolina bianca, con una ruota sbilenca tocca il muso di una Citroen Pallace di cui si intravede ancora il rosso fiammante della carrozzeria. Automobili d’epoca, depositi giudiziari, bagni pubblici risalenti alla seconda guerra mondiale, cisterne di acquedotti seicenteschi: tutto sotto il traffico di via Morelli e i vicoli di Monte di Dio.

 Cristina Zagaria

 http://napoli.repubblica.it/dettaglio/articolo/1451897

 

Il tunnel fu voluto da Ferdinando II nel 1853. L’opera fu affidata al grande architetto Enrico Alvino: doveva collegare, passando sotto il monte Echia (Montedidio), il Largo di Palazzo, l’attuale piazza del Plebiscito, con via Pace (ora via Morelli), ove aveva sede una base operativa dell’esercito. Secondo alcuni doveva garantire al sovrano una rapida e segreta via di fuga verso il mare di Chiaia, ovvero, percorsa in senso inverso, consentire alle truppe di accorrere velocemente, lungo un tragitto protetto, in difesa del Palazzo Reale.
E, infatti, secondo il progetto di Enrico Alvino, l’ampiezza della galleria doveva essere tale da consentire il passaggio della carrozza reale e/o delle truppe a cavallo. L’opera non fu ultimata per la caduta del Regno delle Due Sicilie.

I lavori cominciarono dal lato di via della Pace e incorsero ben presto in serie difficoltà. Le colossali cave “Carafa” (dalle quali venne estratto il tufo per la costruzione della chiesa della Nunziatella e di palazzo Cellammare), l’antro di Mitra, l’acquedotto del Carmignano (del ‘600)  costituivano un groviglio di cunicoli, pozzi, cisterne, cavità tali da formare una sorta di “groviera” sottostante la collina, i cui primi scavi risalgono all’epoca greca, all’antica Partenope.
Oggi possiamo finalmente percorrere le secolari gallerie, osservare il lavoro di scalpello dei “cavamonti” dell’antichità, risalire con lo sguardo le “pedarole” (sorta di scale) scavate nel tufo dai pozzari, esaminare i segnali da questi incisi nella roccia per non perdere l’orientamento nel buio labirinto sotterraneo.La visita ci regala altre commoventi tracce: quelle lasciate da coloro che nelle viscere della terra trovarono riparo dai numerosi e massicci bombardamenti subiti dalla città durante l’ultimo conflitto mondiale: suppellettili, resti di letti, resti di un’improvvisata infermeria, umili (e quanto mai necessarie!) latrine e, ancora, graffiti: “noi vivi – 26 aprile 1943, allarme cessato”. Quasi un sospiro di sollievo o, forse, un urlo liberatorio, inciso a carboncino, che ci restituisce l’angoscia di quei momenti.

Francesco Vigilante Rivieccio
Presidente NAPOLINTERNOS 

Cristina Zagaria

http://napoli.repubblica.it/dettaglio/articolo/1451897

Durante la seconda Guerra Mondiale il Tunnel e le cavità adiacenti furono utilizzate come ricovero bellico durante i numerosi bombardamenti, prima alleati e poi tedeschi, a cui fu sottoposta la città di Napoli.

 

Guarda il suo sito:

http://www.tunnelborbonico.info/

http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli_sotterranea

Importante:

L’unico sito sotterraneo a Napoli in cui, anche per chi ha problemi motori, è possibile ammirare le opere civili borboniche e l’acquedotto seicentesco; l’accesso dal Parcheggio Morelli, che diventerà attivo a marzo 2011, consentirà di entrare nel Tunnel senza affrontare barriere architettoniche.

Ciao.

2 thoughts on “Signori si scende….. Il tunnel borbonico di Napoli (meraviglie di Napoli 1)

  1. […] della sanità, della scuola, la riorganizzazione dell’area portuale, la costruzione del Tunnel, la manifattura della seta di S. Leucio, […]

  2. Tomas scrive:

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